Il 26 giugno 2024 tornerò all’Università dell’Insubria, presso la scuola di ortodonzia di Varese, per tenere la mia lezione annuale agli studenti sui dispositivi ortodontico miofunzionali Myobrace. Sono ansioso di conoscere i progressi della ricerca condotta dal gruppo del Professor Levrini sui 36 casi clinici che ho trattato insieme al mio team.

Nel frattempo, vi invito a leggere un interessante studio condotto dalla Scuola di Ortodonzia dell’Insubria sul ruolo di Myobrace nel migliorare la saturazione di ossigeno nei bambini.

L’importanza della respirazione nasale

Una corretta respirazione è fondamentale non solo per l’apporto di ossigeno, ma anche per la crescita e lo sviluppo del viso nei bambini. La respirazione orale, se prevalente, può causare problemi come l’allungamento del viso, malocclusioni e disturbi del sonno come l’apnea ostruttiva del sonno (OSAS).

Myobrace®: cos’è e come funziona

Il Myobrace® è un dispositivo ortodontico rimovibile progettato per correggere le disfunzioni orali e promuovere la respirazione nasale. Questo apparecchio in silicone, indossato per un’ora al giorno e durante la notte, rieduca i muscoli orali, incoraggia il corretto posizionamento della lingua e favorisce il corretto sviluppo delle mascelle.

Lo studio: Myobrace® e saturazione di ossigeno

Uno studio condotto su 23 bambini dai 6 ai 13 anni, affetti da diverse disfunzioni orali, ha indagato l’effetto del Myobrace® sulla saturazione di ossigeno nel sangue (SpO2), un indicatore chiave dell’ossigenazione del corpo. I risultati hanno mostrato un aumento statisticamente significativo della SpO2 nei bambini che utilizzavano il Myobrace®, sia a bocca chiusa che a riposo.

Implicazioni e prospettive future

Questi risultati suggeriscono che il Myobrace® potrebbe essere uno strumento efficace per migliorare la respirazione nei bambini con disfunzioni orali. Un miglioramento della respirazione può tradursi in una migliore qualità del sonno, un corretto sviluppo del viso e una salute generale migliore.

Chi sono gli autori dello studio?

Lo studio è stato coordinato da Luca Levrini, con Sofia Piantanida e Stefano Saran come principali investigatori. Andrea Carganico, Giulia Naboni e Roberta Persano hanno contribuito alla raccolta e analisi dei dati, mentre Alessandro Deppieri e Rodolfo Francesco Mastrapasqua hanno fornito consulenza metodologica.

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