La bocca non è fatta per respirare

Oggi voglio parlarvi di un tema e di un grandissimo professionista che ho recentemente rivisto al Summit 2024 e che credo sia cruciale per la nostra professione: la respirazione orale, spiegata come solo Patrick McKeown sa fare. Come odontoiatri, abbiamo il privilegio e la responsabilità di identificare e trattare questa condizione, che ha implicazioni ben più gravi di quanto spesso si pensi.

La bocca, come ben sappiamo, è progettata per svolgere funzioni specifiche: mangiare, parlare, sorridere. Ma non per respirare. La respirazione dovrebbe avvenire attraverso il naso, che ha un ruolo protettivo, filtrando, riscaldando e umidificando l’aria prima che arrivi ai polmoni. Quando i pazienti respirano abitualmente attraverso la bocca, tuttavia, le conseguenze vanno ben oltre un semplice disagio. La respirazione orale può avere effetti devastanti sulla salute, che coinvolgono non solo l’aspetto fisico, ma anche quello mentale ed emotivo.

Patrick McKeown: Un Esperto da Conoscere

Durante il Summit 2024, e prima al Summit 2022 dove ci siamo incontrati come relatori, ho avuto il privilegio di conoscere e approfondire l’opera di Patrick McKeown, un esperto di fama internazionale che ha dedicato la sua carriera allo studio degli effetti della respirazione orale, autore del libro “The Breathing Cure: Develop New Habits for a Healthier, Happier, and Longer Life with a Foreword by Laird Hamilton”, McKeown ha portato alla luce in modo chiaro e scientifico le gravi implicazioni di questo comportamento. Nel suo lavoro, esplora come la respirazione orale possa influire sullo sviluppo craniofacciale, sulla qualità del sonno, sull’apprendimento e sul comportamento, dimostrando quanto questa abitudine possa influire negativamente sulla vita dei nostri pazienti.

Con Patrick McKeown al Summit 2022: Un approfondimento essenziale sulla respirazione orale.

Le Conseguenze della Respirazione Orale

Gli effetti della respirazione orale sono molteplici e colpiscono varie aree della salute dei pazienti:

  • Problemi di sviluppo craniofacciale

La respirazione orale può alterare lo sviluppo delle ossa facciali, portando a un palato stretto e alto, malocclusioni e una crescita anomala della mandibola. Questi cambiamenti non solo influenzano l’aspetto estetico, ma possono anche causare difficoltà funzionali nel masticare, deglutire e articolare.

  • Disturbi del sonno

Russamento, apnee notturne e sonno frammentato sono tra i disturbi più comuni associati alla respirazione orale. La qualità del sonno ne risente, con conseguenti problematiche di stanchezza, irritabilità e scarsa concentrazione durante il giorno. Questi disturbi influenzano anche la salute generale, compromettendo il sistema immunitario e aumentando il rischio di malattie cardiovascolari.

  • Difficoltà di apprendimento e concentrazione

Nei bambini, la respirazione orale è spesso correlata a difficoltà scolastiche. L’insufficiente ossigenazione del cervello, causata da un flusso d’aria ridotto attraverso il naso, può interferire con le capacità cognitive, la memoria e l’attenzione.

  • Problemi comportamentali

I bambini che respirano abitualmente attraverso la bocca sono spesso più suscettibili a disturbi comportamentali come l’iperattività, l’ansia e l’irritabilità. Questo accade perché una respirazione non ottimale influisce sulla chimica del corpo, alterando l’umore e l’equilibrio emotivo.

  • Aumento dei problemi respiratori

La respirazione orale aumenta la suscettibilità a infezioni respiratorie, asma e allergie. Il naso, infatti, svolge una funzione di filtro, purificando l’aria prima che arrivi ai polmoni, funzione che viene meno quando la respirazione avviene attraverso la bocca.

Il Nostro Ruolo Come Odontoiatri

Come odontoiatri, abbiamo un ruolo fondamentale nell’identificazione precoce della respirazione orale. Non solo per trattare i problemi estetici, ma anche per prevenire le gravi conseguenze che derivano da questa abitudine. Siamo tra i primi a notare segni come malocclusioni, disfunzioni temporo-mandibolari e anomalie nel palato che possono essere indicatori di un problema respiratorio. Adottare un approccio multidisciplinare è essenziale: lavorare a stretto contatto con otorinolaringoiatri, ortodontisti, logopedisti e altri specialisti è fondamentale per affrontare correttamente la respirazione orale. In questo modo, possiamo intervenire tempestivamente per correggere i problemi e migliorare la qualità della vita del paziente. Ma anche da soli possiamo fare molto più di quanto possiate immaginare, basta sapere cosa fare.


Un momento del Summit 2024 dove ci siamo, in ordine da sinistra verso destra, io, John Roberts, Patrick McKeown, Peter Helderop, Peter-Jan Meulenbelt e Niels Hulsink.

Conclusioni: Perché è Importante Approfondire

Vi invito caldamente a leggere il libro di Patrick McKeown, “The Breathing Cure: Develop New Habits for a Healthier, Happier, and Longer Life with a Foreword by Laird Hamilton”, per comprendere appieno l’impatto che la respirazione orale può avere sulla salute dei nostri pazienti. Questa lettura offre una panoramica completa e scientifica della questione, fornendo strumenti utili per integrare questi concetti nelle nostre pratiche quotidiane.
La respirazione orale non è un problema che possiamo ignorare. Come odontoiatri, abbiamo il potere di fare la differenza. Non si tratta solo di correggere malocclusioni o migliorare l’estetica del sorriso, ma di intervenire su un aspetto della salute che influisce su tutti i livelli del benessere del paziente.
Spero che questo articolo vi stimoli a riflettere sull’importanza di questo tema e vi incoraggi a esplorarlo ulteriormente nella nostra pratica. La salute dei nostri pazienti dipende anche da come affrontiamo la respirazione orale, e da cosa facciamo per correggere il problema.
Ripeto e ribadisco, noi possiamo e dobbiamo fare qualcosa per identificare e correggere il paziente dispnoico, ancor prima di preoccuparci dello sviluppo dei mascellari o della posizione dei denti (comunque strettamente correlati al problema), in pazienti di tutte le età ma soprattutto nei bambini.
Un caro saluto,
Dr. Vincenzo Giorgino